FAQ
1. Come faccio a sapere se la mia azienda rientra nell’ambito di applicazione della direttiva CSDDD? E se ne sono fuori, devo fare comunque qualcosa?
Dopo l’approvazione da parte del Parlamento Europeo del testo del pacchetto Omnibus, la direttiva CSDDD si applicherà esclusivamente alle imprese di dimensioni molto grandi, con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato annuo, con entrata in vigore prevista a partire da luglio 2029.
Anche se un’azienda rientra al di fuori di queste soglie legali, molte organizzazioni continueranno a essere coinvolte indirettamente. Grandi clienti, istituti finanziari e gruppi internazionali continueranno a richiedere processi di due diligence nella catena di fornitura come condizione per contrattare, finanziare o mantenere relazioni commerciali. In altre parole: magari la normativa non ti obbliga direttamente, ma il mercato sì.
2. Cosa comporta concretamente la direttiva CSDDD per il reparto acquisti?
Il reparto acquisti dovrà garantire un processo di due diligence che include:
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Identificare i rischi ESG per categoria e Paese
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Selezionare e prioritizzare i fornitori da valutare o auditare
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Integrare requisiti ESG nei capitolati e nei contratti
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Monitorare le performance e la chiusura delle non conformità
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Escalare e documentare le decisioni (cambi di fornitore, piani di miglioramento, ecc.)
3. Ho centinaia/migliaia di fornitori. Da dove inizio la due diligence?
Di solito si dà priorità a:
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Fornitori critici per la continuità del business
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Categorie ad alto impatto
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Fornitori strategici o ad alto volume
4. Come posso integrare la direttiva CSDDD con la CSRD per evitare di duplicare il lavoro?
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CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) = informare (reporting di sostenibilità)
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CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) = fare (processo di due diligence)
Gli acquisti e la sostenibilità contribuiscono alla CSRD proprio attraverso i dati che derivano dalla CSDDD: rischi, azioni, metriche (fornitori auditati, chiusura delle NC, incidenti, ecc.).
5. Come coinvolgere i fornitori senza bloccarli con questionari infiniti ed Excel?
Una preoccupazione molto concreta dei team acquisti è: “se mando 50 questionari, mi odiano”. L’approccio ideale è:
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Utilizzare un’unica piattaforma in cui il fornitore compila e aggiorna le proprie informazioni ESG
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Evitare che debba ripetere le stesse informazioni per clienti diversi
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Combinare questionari, validazione documentale e audit solo quando aggiungono valore
6. Come giustifico internamente il budget per la due diligence?
Gli stakeholder interni spesso chiedono: “cosa ci guadagniamo oltre alla compliance?”. Alcuni argomenti utilizzati dai nostri clienti:
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Riduzione dei rischi reputazionali e normativi (sanzioni, crisi mediatiche, boicottaggi)
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Minori interruzioni operative dovute a fornitori problematici (incidenti sul lavoro, cattive pratiche, ecc.)
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Miglioramento delle condizioni con banche e investitori che richiedono garanzie ESG
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Vantaggio competitivo in gare e grandi contratti in cui la due diligence è un criterio di valutazione