{"id":15964,"date":"2017-02-20T20:00:00","date_gmt":"2017-02-20T17:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/uat.achilles.com\/non-categorizzato\/cosa-sono-i-minerali-di-conflitto\/"},"modified":"2023-07-29T15:05:05","modified_gmt":"2023-07-29T12:05:05","slug":"cosa-sono-i-minerali-di-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.achilles.com\/it\/industry-insights\/cosa-sono-i-minerali-di-conflitto\/","title":{"rendered":"Cosa sono i minerali di conflitto?"},"content":{"rendered":"<h4>Panoramica<\/h4>\n<p>Il termine \u201cminerali di conflitto\u201d si riferisce a quattro elementi chimici: stagno, tantalio, tungsteno e oro. In base alle loro iniziali in inglese, sono spesso indicati come \u201c3TG\u201d. Ma perch\u00e9 si chiamano \u201cminerali di conflitto\u201d?<\/p>\n<p>In breve, se i proventi del commercio di questi minerali sono utilizzati per finanziare il conflitto armato nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e nei paesi limitrofi (regione della RDC), essi sono considerati \u201cminerali di conflitto\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 specificamente, \u00e8 importante l\u2019origine di questi minerali, e se il minerale utilizzato per produrre questi metalli di base proviene da miniere controllate illegalmente da forze governative e milizie.<\/p>\n<p>Queste truppe e milizie sfruttano i considerevoli profitti delle miniere per perseguire i propri obiettivi e per prolungare la guerra acquistando armi. Inoltre sono responsabili di alcune delle peggiori atrocit\u00e0 contro altri esseri umani, e di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui stupro, omicidio e lavoro minorile. I civili che vivono in prossimit\u00e0 di tali miniere sono spesso costretti a partecipare a questo commercio illegale di minerali. Ci\u00f2 arreca danni agli operatori che agiscono invece nel rispetto della legge, minacciando la sostenibilit\u00e0 dell\u2019economia della Repubblica Democratica del Congo e la sopravvivenza delle popolazioni che da essa dipendono.<\/p>\n<p>I minerali estratti da queste miniere vengono poi contrabbandati dalla RDC verso paesi limitrofi come Uganda e Ruanda, poi da l\u00ec esportati in Estremo Oriente e fusi con minerali provenienti da tutto il mondo. Una volta che i minerali vengono processati o \u201caffinati\u201d in questo modo, \u00e8 estremamente difficile rintracciarne l\u2019origine. I minerali di conflitto finiscono pertanto molto facilmente all\u2019interno di prodotti di consumo e si trovano in dispositivi elettronici come telefoni cellulari, computer portatili, automobili e persino gioielli provenienti da tutto il mondo.<\/p>\n<h4>La necessit\u00e0 di intervenire<\/h4>\n<p>Poich\u00e9 la principale fonte di entrate per questi gruppi \u00e8 basata sul commercio illegale di prodotti minerari, \u00e8 necessario il massimo grado di attenzione in questo settore. Le aziende sono pertanto chiamate ad agire in modo pi\u00f9 responsabile nell\u2019approvvigionamento e ad impedire che i minerali di conflitto entrino nei mercati globali, attraverso adeguate misure di due diligence introdotte nella loro supply chain.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 richiede un\u2019attenta analisi della supply chain: le aziende devono prima identificare tutti i prodotti fabbricati o commissionati da loro che contengono 3TG. Successivamente devono identificare la fonte di queste materie prime, in particolare se provengano da miniere utilizzate per il finanziamento di conflitti. In ultimo, devono essere intraprese azioni correttive. Per esempio le aziende potrebbero concordare con i fornitori interessati un piano d\u2019azione che risolva le problematiche individuate.<\/p>\n<p>In tal senso gioca un ruolo essenziale il lavoro svolto dal programma &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.responsiblemineralsinitiative.org\/\">Conflict Free Sourcing Initiative<\/a>&nbsp; (CFSI)&nbsp;. Oltre ad avere sviluppato un modello (Conflict Minerals Reporting Template, CMRT) che facilita la raccolta di informazioni sui minerali di conflitto, ha promosso ed eseguito controlli sulle fonderie, sulla base di protocolli concordati, con l\u2019obiettivo di tracciare un elenco di fonderie considerate approvate o \u201ccertificate\u201d. Ci\u00f2 consente alle aziende di prendere decisioni informate sui minerali di conflitto nelle loro supply chain.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 opportuno specificare che una fonderia \u201cnon certificata\u201d potrebbe comunque non avere alcuna relazione con questi gruppi armati; l\u2019assenza di certificazione significa semplicemente che l\u2019attivit\u00e0 non \u00e8 stata verificata da CFSI. Ovviamente queste fonderie per modificare il loro status devono richiedere al CFSI un audit. Alle aziende si consiglia di acquistare minerali da fonderie certificate e di fare attenzione quando gli stessi non provengono da fonderie certificate.<\/p>\n<h4>Introduzione della responsabilit\u00e0 per legge<\/h4>\n<p>Il Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (Legge Dodd-Frank per la riforma di Wall Street e la protezione del consumatore), approvato nel luglio 2010 dal Congresso degli Stati Uniti, comprende una clausola (sezione 1502) che mira a evitare che forze armate nazionali e gruppi ribelli nella RDC utilizzino illegalmente i profitti del commercio di minerali per finanziare il conflitto.<\/p>\n<p>La sezione 1502 prevede un obbligo di dichiarazione, che impone alle aziende di introdurre misure di due diligence nella catena di approvvigionamento per accertare se i loro prodotti contengano minerali di conflitto e di segnalare l\u2019esito alla Securities and Exchange Commission (SEC).<\/p>\n<p>La SEC ha implementato il regolamento nel 2012 e ha emanato nuovi regolamenti attuativi, che impongono alle societ\u00e0 quotate sul mercato azionario degli Stati Uniti di inviare una relazione annuale obbligatoria sull\u2019utilizzo di minerali di conflitto (stagno, tantalio, tungsteno e oro &#8211; 3TG) ritenuti \u201cessenziali\u201d per i prodotti che fabbricano o che incaricano terzi di fabbricare. Inoltre, tali societ\u00e0 sono tenute a comunicare le misure adottate per eseguire le verifiche di due diligence sulla fonte e sulla catena di controllo di questi minerali.<\/p>\n<p>Le misure di due diligence e di tracciabilit\u00e0 previste dalla Sezione 1502 sono essenziali per spezzare il nesso tra conflitto e commercio di minerali nell\u2019est della Repubblica Democratica del Congo. Tali iniziative segnano un enorme passo avanti negli sforzi profusi per creare un settore minerario libero da conflitti nella RDC, a beneficio degli operatori che lavorano nel rispetto della legge, e contribuiscono a porre fine alla violenza e ai ricatti.<\/p>\n<p>Nell\u2019UE sono state introdotte nuove linee guida sui minerali di conflitto, che raccomandano l\u2019autocertificazione per gli importatori di 3TG. Anche se tale misura non \u00e8 ancora obbligatoria, sotto la spinta di consumatori e gruppi di pressione, le aziende sono sempre pi\u00f9 costrette ad adottare un approccio pi\u00f9 proattivo verso questo problema, nell\u2019ambito della loro responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa. Le aziende poco virtuose rischiano di vedere distrutta la loro immagine sul mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Panoramica Il termine \u201cminerali di conflitto\u201d si riferisce a quattro elementi chimici: stagno, tantalio, tungsteno e oro. In base alle loro iniziali in inglese, sono spesso indicati come \u201c3TG\u201d. Ma perch\u00e9 si chiamano \u201cminerali di conflitto\u201d? 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